CASTELLO DI SASSAI (SILIUS)

NOTIZIE TRATTE DAL SITO WWW.MUSEI.PROVINCIA.CAGLIARI.IT

 

Le rovine dell'antico castello di Sassai si trovano nella parte meridionale dell'altopiano del Gerrei, a Nord-Est di Silius, da cui dista circa 3 km. È posto sul cucuzzolo di una collina alta 430 m s.l.m.

Fino a pochi anni fa il castello era costituito da un cumulo di rovine; attualmente gran parte di esso è stata riportata alla luce da scavi archeologici, tra le murature sono stati rinvenuti una cisterna e un forno per il pane. Oltre alle mura perimetrali e divisorie e ad un torrione, si distinguono due ambienti sotterranei col tetto a cupola con alcuni anelli sulla parete, che fanno ipotizzare un utilizzo di questi ambienti come prigioni. Dalla sommità del tronco di torre, attualmente alta 6 m, posto nell'angolo orientale del castello, si gode un vasto orizzonte, sfruttato per fini difensivi: si può osservare Silius, il paese di Ballao e un buon tratto del Flumendosa.

Il castello venne costruito dai pisani nel XIII secolo. Nel 1353 fu attaccato dai partigiani di Mariano d'Arborea, durante la guerra contro gli Aragonesi; una volta occupato, fu distrutto. Venne menzionato dallo studioso Alberto della Marmora, che non ha lasciato però alcuna notizia sulle sue condizioni. Lo studioso ottocenteco Fara ne riporta l'esistenza con il nome di "orguglioso"; solo in seguito fu chiamato castello di Sassai.

Il Fara riporta varie notizie, anche, sulle vicende storiche del castello: afferma che i sardi che assediarono e presero il Castello "orguglioso" erano quasi tutti cagliaritani, partigiani del Giudice d'Arborea; al cui interno c'erano settecento cavalieri e numerosa fanteria. Con la pace del 1355, tra i castelli che furono nuovamente presidiati non figura "l'orguglioso". Tre anni dopo, fu eseguito il disegno dagli aragonesi, da cui risulta semi diroccato. La leggenda popolare narra che molti secoli fa, mentre la castellana di Sassai tesseva col suo telaio d'oro, i nemici penetrarono nel castello e le fecero cadere le volte sulla testa uccidendola; spesso durante la notte, continua il racconto popolare, se ne odono i lamenti.