CASTELLO DI ACQUAFREDDA (SILIQUA)

 

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Come arrivare
Per raggiungere il castello di Acquafredda si imbocca la SS 130 e si percorrono 35 km. All'altezza di Siliqua si prende la SS 293. Dopo 4 km si arriva alle pendici del colle di Acquafredda, che è necessario scalare a piedi per raggiungere le rovine del castello.

Il contesto ambientale
Monumento Naturale dal 1993, il colle di Acquafredda e il suo castello medievale dominano la valle del Cixerri, in un sito rilevante per la flora, la fauna ed il paesaggio.

Descrizione
La tradizione attribuisce la costruzione del suggestivo castello di Acquafredda ai conti della Gherardesca, nella persona del famigerato Ugolino, ricordato nell'Inferno dantesco. Di fatto, in mancanza di sicure attestazioni documentarie, l'impianto della fortificazione si può collocare per via ipotetica nella prima metà del XIII secolo.
I Donoratico della Gherardesca entrarono in possesso della parte S/O della Sardegna dopo la caduta del regno di Cagliari. Con la prigionia di Ugolino nella torre della Fame, il castello passò nelle mani dell'amministrazione pisana e successivamente, nel 1326, finì sotto il controllo della Corona d'Aragona.
È del 1408 un documento che sancisce la smobilitazione delle truppe ancora alloggiate nel castello, ormai inutile in un'isola quasi interamente conquistata dalle truppe aragonesi. Divenuto feudo, fu affidato a Pietro Otger e successivamente fu costituito in baronia nel XVI secolo. Non è chiaro se il castello fosse allora abitabile. La prima notizia documentaria dello stato di abbandono si ha nel 1785, quando il castello viene definito ''distrutto''.
La fortificazione si articola su tre livelli: il borgo, la torre cisterna e il castello vero e proprio. Il borgo era la parte più bassa di tutto il complesso e comprendeva una serie di ambienti atti ad ospitare servi, truppe, stalle e magazzini. Il tutto era difeso da una cinta muraria merlata, lunga circa 80 metri, nella quale sono stati individuate le tracce di quattro torri e del cammino di ronda. Nel borgo è stata ritrovata anche una cisterna, voltata a botte e realizzata in mattoncini di laterizio.
Al secondo livello è ben visibile una torre cisterna, anch'essa voltata a botte e articolata in tre vani che potevano essere interamente riempiti d'acqua.
A 256 m di altezza si trova il castello vero e proprio, oggi in avanzato stato di degrado nonostante i ripetuti restauri. Doveva avere una pianta ad ''U'' e tre piani, di cui uno sotterraneo e due in elevato. Non rimane nulla del torrione principale mentre si conserva la torre di guardia, posta poco più in basso rispetto all'ingresso.


Storia degli studi
Data l'importanza del castello di Acquafredda numerosi sono gli studi condotti sin dalla fine del XIX secolo: si veda la voce ''Siliqua'' (1850) di Vittorio Angius; di qualche anno successivo è il contributo di Carlo Brundo. Più recenti lo studio di Mario Pintor e l'articolo di Foiso Fois. Di quest'ultimo è anche il contributo nel volume ''Castelli della Sardegna medioevale'' (1992). Esce nel 1995 l'articolo di Donatella Salvi, mentre del 2000 è quello di Stefano Castello e Simonetta.

Bibliografia
V. Angius, ''Siliqua'', in G. Casalis Dizionario geografico storico-statistico-commerciale degli Stati di S.M. il Re di Sardegna, XX, Torino, G. Maspero, 1850, p. 153;
E. Lucchi, ''Il castello di Quirra e la torre di Saralà: visioni di Sardegna'', in Mediterranea: rivista mensile di cultura e problemi isolani, 6, 1932, n. 1, pp. 32-36;
F. Fois, ''Il castello di Quirra, rocca dei Carroz: contributo alla storia delle fortificazioni in Sardegna'', in Studi Sardi, XXIII, 1973-74, parte I, pp. 217-227;
C. Brundo, Il castello dell'Acquafredda. Scene storiche del secolo 13, Cagliari, 1878;
M. Pintor, Acquafredda: il castello del Conte Ugolino, Cagliari, 1962;
F. Fois, ''La storia fra i ruderi: il castello di Acquafredda: un ammasso di rovine'', in Almanacco di Cagliari, 1978, senza pagine;
F. Fois, Castelli della Sardegna medioevale, a cura di B. Fois, Cinisello Balsamo, Amilcare Pizzi, 1992, pp. 49-58;
R. Coroneo, Architettura romanica dalla metà del Mille al primo '300, collana ''Storia dell'arte in Sardegna'', Nuoro, Ilisso, 1993, sch. 173;
D. Salvi, ''Siliqua, il castello di Acquafredda'', in Archeologia medioevale: cultura materiale, insediamenti, territorio, 22, 1995, p. 393;
S. Castello-S Sitzia, ''Il maniero rivisitato: nuove ipotesi sull'origine del castello di Acquafredda presso Siliqua'', in Almanacco di Cagliari, 2000, senza pagine.